Good friends, good music…

Le prove al Mulino di Pianezza… che bellissimo posto!

Prove Pianezza

Re Niliu a Torino….

Grazie a Rosalia Bonafede per questa  bella/breve minirecensione su Facebook del nostro concerto alla Spazio Trad del 9 maggio.

“Meravigliosi i Re Niliu. Concerto bellissimo ed emozionante. Amore a primo udito per questo gruppo elettrintelletnorock. Torino ringrazia”

 

11247801_10206714622934733_3744029052477969869_n

RE NILIU LIVE A TORINO !

Sabato 9 maggio 2015
h21.30 TRAD! Spazio Tradizioni
Via Gressoney 29/B

_DSC0999 copia

Re Niliu alla Radio!

Re Niliu and Castagna Interview alla Radiio! Amici Belli, domani sera (venerdì) alle 19 andrà in onda la puntata di AZMARI_FOLKINPROGRESS su RADIO CITTA’ BENEVENTO….si può ovviamente seguire in streaming sul sito della radio RADIOCITTA.NET.. PUNTATA DEDICATA ALL’ULTIMO DISCO DI RE NILIU!10868172_10153066854355909_9111126691918319552_n

Re Niliu on air … many thanks Cliff

…continua la diffusione di radiazioni marca Re Niliu, a cura di Cliff Furnald, nel suo ormai classico appuntamento del giovedì mattina con le novità world music, dagli studi di WPKN Radio FM 89.5, Bridgeport, CT….have a nice day Cliff!

http://archives.wpkn.org/bookmarks/listen/95641

logo

Re Niliu? Top Ten!

IN A COSMIC EAR è tra i dieci album preferiti del mese secondo la redazione di  FOLK ROOTS MAGAZINE UK!

frlogo

Re Niliu su Folk Roots … ma in Italiano ;-)

Precedentemente annunciata, postiamo finalmente la recensione (forse una delle più belle che il gruppo abbia mai avuto e che sicuramente ripaga di tanta fatica spesa nel far ripartire la Macchina Reale)  di In a Cosmic Ear,  pubblicata sul numero di marzo della rivista inglese Folk Roots.

In versione originale la trovate più sotto, sempre su www.reniliu.it per meglio apprezzare i giochi di parole “cosmici” del recensore. Questa traduzione è di Mimmo Mellace.

 

Re Niliu In a Cosmic Ear   – Alfa Music AFMCD173

Trent’anni fa, i primi che svelarono al pubblico inglese quanto di meravigliose tradizioni musicali  fosse ricco il Sud dell’Italia , furono i calabresi Re Niliu.

Il gruppo, formato nel 1979 da componenti impegnati in una profonda operazione di ricerca della musica tradizionale della loro regione,  alla fine degli anni ’80,  proprio nel momento in cui stava raggiungendo il pubblico britannico, aveva tuttavia già cominciato ad intraprendere un percorso orientato verso una rinvigorente direzione elettrica della propria musica.

Pubblicarono tre avventurosi album, nei quali era evidente che la Calabria, trovandosi nel mezzo del Mediterraneo, e quindi più vicina al Nord Africa e alla Grecia che al resto del continente europeo, aveva  storicamente recepito moltissime influenze, tutte presenti nella sua musica contadina.

In Pucambù del 1994, il gruppo raggiunse lo stato di grazia, e questo disco infatti è rimasto un classico nel suo genere.

Da quel momento però la band cominciò lentamente a sparire, e non fu prima del 2005 che uno dei suoi leader, Ettore Castagna,  tornò sulle scene con i fantastici Nistanimera,  un nuovo gruppo specializzato in  un repertorio basato sulla musica e le canzoni dell’area grecanica calabrese e pugliese, che ebbe il merito tra l’altro di farci conoscere un’altra forza della natura, la splendida cantante pugliese Anna Cinzia Villani.

Quindi a questo punto, non avete bisogno di molta immaginazione per capire la mia gioia, quando,  aperta la busta imbottita recapitatami , è saltato fuori il primo album dei Re Niliu in vent’anni!

Gioia accresciuta nello scoprire che questo ultimo lavoro, per sua sfortuna intitolato “In a Cosmic Ear”, (perchè a dire il vero qui non ci troviamo davanti a qualcosa del tipo “ I Gong incontrano Donovan”…), è una logica prosecuzione del discorso iniziato con  Pucambù.

Tre dei musicisti di allora Ettore Castagna, Salvatore Megna, Mimmo Mellace sono rimasti nell’attuale formazione, ed un ricco assortimento di strumenti calabresi tradizionali, Zampogna, Lira, Chitarra Battente,Tamburello, ben si integra con  una base ritmica di basso e batteria più “ convenzionale”, unitamente a chitarre elettriche e organetti.

E credetemi, il tutto funziona alla grande: questo disco è quanto di più distante da un lento e sonnacchioso folk rock possiate immaginare.

La spinta formidabile e la pulsazione implacabile di pezzi come Setta Pianeti , o Maratundu, (che sentirete sulla nostra prossima compilation fRoots n° 53), è tanto efficace quanto lo potrebbe essere qualcosa di simile proveniente dal Kenya, Congo o anche dalla vicina Puglia.

I Re Niliu suonano come una fantastica band da grandi raduni,  saldamente ancorata alle proprie radici culturali.

Ed allora salutiamo calorosamente il ritorno  di uno dei più grandi gruppi del mondo, che sono la prova di quella bizzarra teoria,  avanzata da Charlie Gillett, (musicologo, conduttore radiofonico, e produttore discografico britannico,conosciuto soprattutto per i suoi studi sulla musica Rock  e sulla World Music. N.d.T), secondo la quale, in diversi momenti della storia,  una astronave sorvola una zona del nostro pianeta, irradiandola di creatività musicale.

Alla luce di questo disco dei Re Niliu, possiamo allora tranquillamente dire, che proprio in questo momento il Sud dell’Europa,  di tanta forza creativa  è letteralmente inondato . E questo ragazzi, è davvero… “Cosmico”!

 

Ian Anderson, Folk Roots Magazine, Marzo 2015.

One of the world’s great band… Così dice Ian su Folk Roots :-)

folk rootsfolk roots

Re Niliu su Le Canard

Re Niliu Canard Folk

Re Niliu on RootsWorld Radio

Feb 28 2015

rwradio2

Tonight at 8 PM eastern time, and then throughout the week:
On the 141st edition of RootsWorld Radio, I’ll be featuring new music from the long-dormant Calabrian band Re Niliu, who back in the 1980s was one of the leaders of the ‘new routes music’ movement in Italy. We’ll also feature new music by banjoist and composer Paul Elwood and his Invisible Ensemble. Other artists on this week’s show include Last Forever (US), Lhasa de Sela (Canada), Imaginary Homeland (US), Mahsa Vahdat (Iran), Luigi Cinque & The Tarantula Hypertext Orchestra (Italy), and two works from Hector Zazou’s “Songs from the Cold Seas.” More info on the web site: www.RootsWorld.org