Le nostre principali date ad agosto

Tralasciando falò, basi spaziali e progetti e progettini minori queste le nostre principali date di agosto. Dopo il 20 andiamo in ferie e chi si è visto si è visto:

4 agosto – Frazzanò Folk Fest

7 agosto – Stratificazioni Festival (Sant’Agata del Bianco)

11 agosto – Siderno Superiore, progetto speciale (sorpresa!)

16 agosto – Sant’Alessio d’Aspromonte

18 agosto – Tamburello Festival  (Zambrone)

19 agosto – Derive Festival (Reggio Calabria)

20 agosto – La Notte della Taranta (Martignano)19551230_10213618550442468_302271932_n

5 Maggio al Festival Musica e Suoni di Sarzana (SP)

Re Niliu sarà al Festival Musica e Suoni di Sarzana (SP) il 5 maggio 2018.

On stage h. 19.00, Piazza Calandrini

Saremo in formazione assolutamente acustica su progetto concordato con la direzione artistica

Ettore Castagna, lira, zampogna, chitarra acustica e battente

Chiara Mastroianni, voce, tamburello

Mimmo Mellace, tamburi e percussioni

Giuseppe Muraca, voce, lira, zampogna, organetto

Così sulla locandina del festival:

Storica band della word music italiana, Re Niliu ha fatto della ricerca una caratteristica

fondante sia in ambito timbrico e acustico, sia negli arrangiamenti. Melodie e suoni della

tradizione vengono rielaborati con una sensibilità contemporanea.

Re Niliu oggi a Geo&Geo

Oggi su Rai Tre Geo & Geo dalle ore  17,40 circa, come ultimo documentario, andrà in onda ( salvo imprevisti peresigenze di palinsesto) il documentario dal titolo: Agrumi di Calabria di Pino Iannelli e Concetta Fratto. “ Lungo la costa ionica calabrese, che ospitaborghi antichi, si preservano preziose colture di agrumi che i calabresi hanno saputo tutelare e valorizzare, incrementandone le coltur e creando industrie di trasformazione dei preziosi frutti. Una straordinaria ricchezza economica e salutistica. Dal bergamotto al biondo di Trebisacce al limone di Rocca Imperiale. Nella colonna sonora anche “A chisti lochi” di Re Niliu. Grazie e Buona visione.

Il concerto al Club 55 – Live in Rome

11 febbraio, Roma ci vuole bene. Il Club 55 scoppiava di gente domenica sera e la cosa che è sempre bella per un musicista è quella di stare a contatto fisico col pubblico. Tutto pieno, spazio nemmeno per ballare. Niente distanze interminabili, niente grandi palchi come d’estate. Eravamo in quartetto acustico senza il nostro illustre Nico con la chitarra digitale ma il suono è zampillato lo stesso di qua e di là. In mezzo alle birre, agli aperitivi, a cous cous vegani e alle fette di capocollo. Ogni tanto spuntava la mano di qualche amico in mezzo alle luci di scena che ti ‘ncecano per bene per dire ciao ci sono pure io.  Insomma è andata alla grande. Ci ha fermato solo il vicinato verso mezzanotte per via del buon Mellace alla batteria. Insomma, come dice la canzone, “arrivederci Roma”… speriamo di rivederci presto.

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Nuovo singolo Re Niliu! Comu la vespa va

Ed ecco a voi il nuovo singolo di Re Niliu!
“Comu la vespa va”
(Canzoniero, Castagna, Mellace – Testo della Tradizione)
Nico Canzoniero: saz, basso
Ettore Castagna: voce, chitarra acustica, lira, kythara
Chiara Mastroianni: voce
Mimmo Mellace: batteria, percussioni
Giuseppe Muraca: zzampugna/zampogna

See you in Rome! 11 Feb 2018

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Rieccoci a Roma!
11 Febbraio, Festival Territori Musicali,, Club Pigneto 55, ore 21.30
Re Niliu è sulle vostre tracce… parcheggiate la lapa e aprite la damigiana.

Niliu’s Factory… dagli archivi storici Re Niliu…

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Ed ecco, dagli archivi storici Re Niliu, un altro reperto straordinario. A fine anni ’80 Castagna e Mellace danno vita a un duo un po’ sperimentale ma sopratutto basato sull’essere “figli emigrati” del Re Niliu nel lontano nord.

Il duo produsse anche un paio di concerti interessanti. Uno rimasto famoso all’Arci di Carugate (Milano), poi anche Brescia e Bologna. Esiste pure una registrazione su cassetta del concerto di Carugate ma il livello della registrazione è troppo casalingo per essere pubblicata.

L’idea artistica era quella di incrociare la batteria (allora elettronica) di Mellace con gli strumenti etnici di Castagna. Gli esperimenti in questione rimasero utili perché poi confluirono nel mitico album “Pucambù” (1994)

Un frammento live 2017

Ganzerrimo! :-)

Re Niliu al Festival Villa Ada incontra il Mondo, Roma, 2017

 

 

Re Niliu a Palomonte, 1980

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Palomonte 25/26 dicembre 1980

Sono otto foto.

Otto foto sono.

Una è più gialla. Perché è stata esposta al sole sempre, appesa al muro in casa mia a Catanzaro dal 1980 al 1988. L’anno in cui sono partito per Bergamo. Ci siamo io, Sergio e un suonatore di Palomonte. E chi se lo ricorda il nome? Ci riesci tu dopo trentasette anni? Io non sono capace. Ha una bella faccia da montanaro. Me lo ricordo che friggeva peperoncini nella neve della montagna, lontano dal paese e diceva ai volontari che volevano lasciargli qualcosa da mangiare: «Non abbiamo bisogno di nulla, vi ringraziamo… sì vengo a suonare stasera al paese… vengo, state sicuri …»

Al muro una zampogna a chiave appesa. Sul volto una dignità enorme. Una dignità infinita nella disgrazia totale di un paese stroncato dal terremoto.

«Grazie della gentilezza vostra ma noi abbiamo questi belli peperoncini, stiamo bene…»

Intorno a quei peperoncini, nell’olio caldo, solo neve e macerie.

Era il giorno di Natale del 1980 quando ci arrivò una telefonata. Re Niliu… siamo i volontari di Bra a Palomonte… siete il gruppo più vicino che possiamo chiamare fra quelli che conosciamo… venite a suonare… un po’ d’allegria ci vuole.

Partimmo senza nemmeno pensare a che avremmo dovuto portarci. Era un inverno gelato e nevoso e meno male che almeno non  dimenticammo le giacche nella fretta della partenza.

Natale a Palomonte.

Arrivammo che era buio la sera del venticinque e ci dissero di metterci in fila per la cena di fronte al carro-cucina dei volontari. Ci mettemmo in fila in un silenzio completo, nostro e della gente. Da qualche parte la luce  spettrale gialla di qualche lampada da campo. Arrivò il mio turno e da sopra, da dietro quel banco a vetri che ricordava quelli dei panini alle sagre dei paesi qualcuno mi allungò un piatto di plastica e dentro una carne simmenthal scodellata dal barattolo.

Io pensai “odio la carne simmenthal, non la voglio la carne simmenthal… non c’è altro?” Alzai lo sguardo, non era una sagra. Non c’era altro se non quella fila, quel silenzio, una cornice senza fine di macerie, il carro-cucina e quelli dopo di me che si chiedevano che cosa fissavo a fare il piatto imbambolato. “E’ buona la carne simmenthal, ora me la mangio la carne simmenthal… sì”

Ero molto impressionato e mi chiedevo che cosa invitavano musicisti fare in quel silenzio di lutto. Ci preparammo a dormire nelle tende della protezione civile, ci diedero brande e sacchi a pelo che in quella situazione ci parvero un privilegio. Al risveglio avevamo tutti la faccia coperta di brina. Noi calabresi e cittadini eravamo interdetti, era una cosa nuova. I volontari piemontesi e montanari giocavano e scherzavano con le barbe brinate.

Il giro fra le macerie fu impressionante. La chiesa con l’orologio fermo alle sette e dieci, il vecchio campanile lesionato ma non crollato, le case ridotte a cumuli di pietre, un’arco tenuto in piedi da un palo, una porta semiaperta su un nulla.Pala3

La sera era già buio che partimmo a suonare fra le roulotte e le tende. La gente zampillava fuori stupefatta. Io avevo molto timore e rispetto. Al Sud il lutto è rispetto, il lutto è rispetto del dolore, il lutto è una cultura della morte e una risposta sacra alla morte. Avevo timore nel violare il lutto di quella gente. Il gruppo iniziò a passare suonando. Così ci avevano chiesto gli amici di Bra. Da ogni tenda, da ogni roulotte iniziò a uscire qualcuno. Le anziane vestite di nero si portavano pure dietro la sedia perché andavamo al tendone. Un grande tendone, con un riscaldamento ad aria rumorosissimo e senza amplificazione. Volevi pure l’amplificazione? Furono bravi i volontari di Bra che si buttarono subito a ballare prendendo giovani e anziani per la mano. Non ci credevo. Ballarono tutti. Forse proprio il fatto che fosse il lutto di tutti azzerò la vergogna di ognuno, quella che poteva sembrare una mancanza di rispetto ai morti.

Una festa straordinaria. Dolcissima, bellissima, struggente. Un ricordo così caro che anche la forza commossa della memoria teme di sciupare.

Ettore Castagna

Foto di Emilio Rinaldo

Queste  brevi memorie sono dedicate all’amico Simone Valitutto di Palomonte

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Una bella estate

Villa Ada 2017

 

Luglio e agosto del 2017 ha significato per noi un ritorno ai concerti internazionali. E’ il mondo storico di Re Niliu: Villa Ada incontra il mondo, il tour nella Grecia del Nord, Slow Music in Svizzera, Folk in Tour in Friuli e poi le tante altre cose più piccole che non stiamo a nominare. Siamo un gruppo un po’ esule… Con la nostra Calabria avremmo voluto qualche flirt in più. Succederà, forse, quando il ciclone della “tarantella pop” e la politica culturale della salsiccia inizieranno a scricchiolare… La Calabria per noi è come Itaca… prima o poi riapproderemo. Nel frattempo si naviga in giro per il mondo